Suor Chiara Francesca di Gesù Agonizzante (Adelaide Di Mauro)

I fenomeni estatici

estasi

L'estasi fu uno dei fenomeni più frequenti nella vita di suor Chiara; ella, come affermò p. Antonio Garra, suo primo confessore,

«aveva frequenti elevazioni di spirito, con immersioni nel divino, che la estraniavano dal mondo».

Le manifestazioni estatiche si verificarono in Adelaide ancor prima che essa prendesse i voti; la sorella Virginia narra di averla vista in tali condizioni più di una volta. Durante l’estasi il corpo si irrigidiva, gli occhi senza alcuna espressione restavano fissi in cielo e non bastava un semplice scossone a risvegliare l’estatica; per questo motivo, una volta, mentre era ospite fra le suore della Misericordia nell’Ospizio di Mendicità, rimanendo in quello stato immobile, fu creduta morta; quando dopo circa mezz’ora si riprese, venne rimproverata ma ella «si limitò ad un garbato sorriso».

L'estasi rende insensibilie; è tipico, quando si è in questo stato, non vedere né sentire nulla, pur non essendo addormentati. Le suore dell'ospizio di mendicità più volte sperimentarono il fatto, «pungendola profondamente [...] ed essa non si moveva in alcun modo». Durante le estasi, spesso, suor Chiara riusciva a leggere il pensiero dei presenti dando loro la risposta attesa; era una sorta di colloquio silenzioso che ella intratteneva con chi vi si trovava vicino, come se lo stato di estasi le aprisse un canale privilegiato per leggere dentro il cuore degli uomini.

 

Estasi e Musica

Sin dalle prime esperienze di vita comunitaria, in Messina, la musica ebbe un grande ruolo sugli stati di estasi di suor Chiara. La badessa, suor Maria Fedele Castrogiovanni, la rimproverava spesso «perché si addormentava, senza capire che andava in estasi, e quindi non dipendeva da lei»[1]. E tale forza di suggestione della musica non venne mai meno sull’animo di suor Chiara. Ancora nel 1931, quando era ospite della signora Spadola a Ragusa, le capitò di entrare in estasi «in un caffè della città» dove si suonava la musica...

 

Estasi e Ubbidienza

Fin dalla sua infanzia Adelaide mostrò un carattere mite e ubbidiente. Molti sono gli episodi citati nei vari testi dedicati alla suora in cui si evince la sua indole docile e arrendevole. Il suo stesso matrimonio fu un atto di assoluta ubbidienza verso i genitori che così avevano scelto per lei. ...

 

Una possibile definizione di estasi

Secondo una delle definizioni più comuni, nella mistica l’estasi è definita come «il rapimento dell’anima che al culmine della sua esperienza religiosa, perduta la coscienza del mondo fisico e di ogni legame corporeo, si innalza alla contemplazione del divino ed entra in immediata comunione con esso»[1]; è tipico, quando si è in questo stato, non vedere né sentire nulla, pur non essendo addormentati.

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