Suor Chiara Francesca di Gesù Agonizzante (Adelaide Di Mauro)

Le stimmate

stimmateSuor Chiara cominciò ad avere le stimmate durante la sua permanenza presso il monastero delle Clarisse di Messina. In una delle tante lettere indirizzate al suo direttore spirituale, confidò la sofferenza delle piaghe che si aprivano con dolore ai piedi, alle mani e, ancora più dolorose, al cuore. Dai manoscritti di p. Uccello, apprendiamo che le stimmate alle mani, ai piedi e al costato immancabilmente le apparivano dal giovedì al venerdì d’ogni settimana e davano sangue, talvolta abbondante. Alle stimmate presenti nelle mani, nei piedi e nel costato, si aggiunsero le stimmate alle tempie, alla fronte e talvolta in tutto il viso. Queste ferite le procuravano il dolore tipico della corona di spine del Crocifisso. Ecco di seguito una delle tante testimonianze presenti in archivio:

«Suor Clara aveva le stimmate alle mani, ai piedi e al costato, e soffriva la coronazione che ogni venerdì le imporporava di sangue la fronte e le lacrime agli occhi. […] Al giovedì nel pomeriggio, iniziando l’estasi della Passione, mi diceva: “Giuseppina, andiamo al Calvario!”. […] Avrei desiderato far vedere a tutti l’intera Passione di Gesù che in lei si ripeteva ogni venerdì, con la coronazione di spine, col sangue che le colava dalla fronte, la crocifissione e l’agonia terribile, per cui verso il pomeriggio del venerdì, stendeva le braccia e le mani, che teneva fasciate coi guanti, congiungeva i piedi, pure piagati e coperti, sollevandoli dal letto, in una posizione straziante, finché poi si abbatteva e prendeva la figura precisa di un crocifisso, proprio perfetta che mi faceva impressione».

Cuffietta di suor Chiara con gli evidenti segni delle stimmate da 
corona di spine

La cuffietta (foto a sinistra), appartenuta a suor Chiara e custodita presso l'ASPC presenta ancora le tracce di sangue e fu oggetto di guarigioni prodigiose.

 

 

 

Una possibile definizione di stimmate

stigmate maniUno dei fenomeni più comuni nei mistici è quello delle stimmate. La parola deriva dal greco stigma che significa “segno”, “marchio”; nella mistica cattolica indica «il fenomeno della riproduzione – temporanea o permanente, completa o parziale – delle piaghe di Cristo»[1]; si riferisce, quindi, alla spontanea apparizione nel corpo umano di ferite simili a quelle prodotte nel corpo di Gesù Cristo dagli strumenti della Passione. Il primo caso accertato è stato quello di san Francesco d’Assisi che le ricevette sul monte de la Verna, nell’altare eucaristico, il 17 settembre 1224[2].

Le stimmate si verificano soprattutto in soggetti estatici e si formano dove la tradizione pone le piaghe di Gesù: principalmente nelle mani e nei piedi, ma anche nel costato e sulla testa, a ricordo della corona di spine; generalmente si verificano nei giorni in cui si ricorda la Passione del Signore e non possono essere guarite da interventi medici.



[2] Per l’esperienza francescana, cf E. Caroli (cur), Fonti Francescane, Messaggero, Padova 42000, 484-486.

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