Suor Chiara Francesca di Gesù Agonizzante (Adelaide Di Mauro)

I titoli attribuiti con la causa

È definito Servo di Dio «il fedele cattolico di cui è stata iniziata la causa di beatificazione e canonizzazione»[1]; è, quindi, un titolo che la Chiesa cattolica assegna ai fedeli che in vita hanno dato testimonianza di fedeltà a Dio morendo in odore di santità e per le quali è stato avviato un processo canonico di beatificazione. Per fama (o odore) di santità s’intende l’opinione, diffusa tra i fedeli, relativa alla purezza e all’integrità di vita e alle virtù eroiche praticate dal Servo di Dio. La fama di santità deve essere autentica, diffusa, spontanea e sempre crescente; essa è il risultato dell’azione dello Spirito Santo nei cuori del popolo di Dio.

Il termine Venerabile è attribuito al Servo di Dio dopo l’approvazione ufficiale, da parte del pontefice, del Decreto sull’eroicità delle sue virtù[2].

Il termine Beato è assegnato al Servo di Dio che è stato beatificato: il papa, dopo aver accertato un miracolo avvenuto per sua intercessione, lo proclama tale e ne autorizza la diffusione di culto[3]. È a Sisto iv (1471-1484) che si deve la distinzione del titolo di beato da quello di santo che veniva, invece, usato indifferentemente in epoca medievale.

Il titolo di Santo è concesso al beato dopo l’approvazione di un secondo miracolo a lui attribuito. I miracoli accettati consistono in complete guarigioni, scientificamente inspiegabili.


[1] Congregatio de Causis Sanctorum, Sanctorum Mater, Parte i, Titolo ii, art. 4, § 2.

[2] Cf Criscuolo - Ols - Sarno (curr.), Le cause dei santi, 338.

[3] Cf Idem, 341.

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