Suor Chiara Francesca di Gesù Agonizzante (Adelaide Di Mauro)

Alcune importanti testimonianze

Sia nel periodo in cui suor Chiara fu in vita sia dopo la sua morte, i forti contrasti e le divergenze d'opinione nei suoi confronti ostacolarono il diffondersi della fama di santità della mistica siracusana e non vi fu ampia divulgazione degli eventi prodigiosi a lei riconducibili. Oggi, però, grazie all'infaticabile lavoro svolto da p. Samuele Cultrera che raccolse e custodì molte testimonianze,  veniamo ancora raggiunti dall'eco di quei fatti prodigiosi che scuotono le nostre coscienze, riscaldano i nostri cuori, ci invogliano ad avere fede in Dio e ad affidarci alla Sua misericordia.

Sono davvero tante le guarigioni avvenute per intercessione di suor Chiara. Tra quelle più significative, ricordiamo il miracolo avvenuto in casa Minardi e la prodigiosa guarigione  del bambino affetto da paralisi infantile in casa Zappulla.

 

Desiderio di maternità

gravidanzaLa signora Lombardo, affetta da diversi problemi di salute, si rivolse a suor Chiara per supplicarla di intercedere per la sua guarigione; ella confidò alla suora anche il suo dolore per non aver avuto figli nonostante fosse sposata da dieci anni; ecco uno stralcio del suo racconto: 

«[…] poi manifestai il mio desiderio di avere figli. Essa mi disse: “Lei desidera croci”; ho risposto “l’abbraccio volentieri”. Allora alzò le mani dicendo: “Che lo Spirito Santo discenda su lei e domani farò la Comunione e pregherò per la sua guarigione”. A mezzo dello sportello la vidi sollevata, poi mi regalò una corona dicendomi: “lei ogni giorno reciti il S. Rosario in compagnia di suo marito, in questa vi sono le indulgenze del S. Padre»[1].

Dopo qualche mese dalla visita a suor Chiara, la signora Lombardo ebbe l’esigenza di consultare un ginecologo e le fu annunciato il suo stato di gravidanza. Dal matrimonio nacquero tre figli e sia lei sia il marito sono stati sempre certi che ciò avvenne per la preghiera e l’intercessione di suor Chiara. Il marito, in una lettera indirizzata all’arcivescovo di Siracusa, scrisse:

«[…] dopo undici anni precisi di matrimonio, quando già le nostre speranze erano perdute, specialmente dopo la sentenza di quattro luminari della scienza medica, che avevano detto impossibile la gravidanza di mia moglie senza l’intervento [chirurgico], a distanza di pochi mesi dalla visita alla Monaca Santa, mia moglie non accusò più alcun disturbo locale (il mal di testa era scomparso da quell’istante in cui la Monaca Santa aveva posato il suo dito sulla fronte di mia moglie) ed oggi la nostra casa è allietata dalle grida festanti e giulive di una dolce creatura che ha colmato un gran vuoto. […] Con la gravidanza miracolosa di mia moglie anch’io ho dovuto convincermi che la santa Monaca ci ha ottenuto da DIO la grazia desiderata, per cui con la presente assolvo, molto ritardo è vero, ad un mio preciso dovere di riconoscenza e di gratitudine verso la Santa Monaca, portando alla conoscenza della Eccellenza Vostra i fatti che senza alcun dubbio, hanno ormai del soprannaturale»[2].



[1] Lettera di Sebastiana Lombardo a p. Samuele Cultrera, 30 dicembre 1950, in ASDS, Fondo Canonizzazione Di Mauro, vol. 2, f. 201.

[2] Lettera di Carmelo Sapienza all’arcivescovo di Siracusa, 25 gennaio 1935, in ASPCS, Fondo Suor Clara Di Mauro, documenti varii 1, [s.n.].

[3] Cf Dichiarazione di  Sebastiana Lombardo Sapienza, in ASDS, Fondo Canonizzazione Di Mauro, vol. 2, f.195.

Guarigione da cecità

occhiLa sig.ra Nannina Grasso, mamma di otto figli, colpita da cecità e guarita per intercessione della Serva di Dio, dichiarò:

«[…] pregavo e speravo, rivolgendomi con gran fede alla Suor Chiara. La supplicavo di volermi esaudire. Piangevo sempre davanti alla sua fotografia, scongiurandola d’ascoltare le mie preghiere. Quando una notte del 16 Novembre [1933] in sogno vedo entrare dalla porta di fuori una monaca. Si ferma nel centro della stanza; la conobbi era Suor Chiara, proprio com’è nella fotografia, pur non conoscendola in vita. Allora la prego sempre di volermi aiutare; essa mi guarda sorridente e mi dice: “pazienza figlia mia, tieni fede a Dio” e mentre con la mano destra mi benediceva , “coraggio… sì … sì…” e scomparve; all’indomani mi svegliai, apro gli occhi e me li trovo ben limpidi e senza nessun impedimento di vedere, mi parve di trovare il paradiso in terra. Ora vedo, guardo ai miei cari figlioletti che avevo perduto pur essendomi accanto. Li conosco, li vedo chiari. Vedo la luce del buon Dio, vedo tutto. Oh come poter ringraziare il buon Gesù che per intercessione della sua serva Suor Chiara ha voluto darmi questa grande grazia»[1].



[1] Dichiarazione di Nannina Grasso,[senza data], in ASDS, Fondo Canonizzazione Di Mauro, vol. 2, f. 279.

Guarigione in casa Vaccaro

Un’altra grazia fu testimoniata dai coniugi Vaccaro e si riferisce alla guarigione della loro figlia Antonina ammalatasi gravemente e le cui cure prescritte dai diversi medici consultati non avevano sortito alcun risultato; i genitori si convinsero allora a chiedere l’intercessione di suor Chiara affinché lei ottenesse la grazia da Dio. La guarigione fu immediata e, secondo quanto riferito dal sig. Vaccaro, la stessa dottoressa che ebbe in cura la bambina si stupì per la guarigione prodigiosa[1].



[1] Cf Testimonianza dei coniugi Salvatore Vaccaro e Concettina Belluardo, Documenti varii 1, [s.n.].

Guarigione agli occhi

Suor Chiara non ha mai fatto mancare il suo conforto a quanti si sono rivolti a lei chiedendo fiduciosi la sua intercessione. Il ricordo della “monaca santa” si è, così, mantenuto vivo anche a distanza di decenni dalla sua morte e quanti hanno chiesto con devozione il suo intervento ne hanno ricevuto un provvidenziale beneficio. È quanto accadde per esempio, nel luglio del 1970, alla sig.ra Salomone Francesca, sofferente per una grave forma d’infiammazione alla ghiandola lacrimale dell’occhio destro, per cui i medici avevano consigliato l’intervento chirurgico. La signora si rivolse a suor Chiara e ottenne la guarigione dopo aver applicato sull’occhio un’immaginetta della Serva di Dio.

Le guarigioni legate alla vista, operate su intercessione di suor Chiara e documentate da quanti ne resero testimonianza furono diverse e in diversi momenti della sua vita. La Serva di Dio si prodigò sempre per alleviare le sofferenze di coloro che avevano problemi agli occhi;  suor Massimina delle Figlie del Divino Zelo, in riferimento al periodo in cui la religiosa fu ospite presso il loro istituto, dichiarò: «Ammirai in questa signora la carità e la pazienza esercitata nel curare ogni giorno, una nostra orfanella ammalata di occhi»

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