I detti di Suor Chiara - L'ubbidienza
Questa celebre espressione di Suor Chiara Di Mauro — «L’ubbidienza è la semente dei fiori» — racchiude l’essenza stessa del suo cammino spirituale,
Per la mistica siracusana, l’ubbidienza non era una fredda o passiva sottomissione, ma il terreno fecondo e il “seme” vitale da cui germogliano tutte le virtù, le grazie e la bellezza della vita cristiana (i “fiori”).
Nella sua esistenza, questa virtù è fiorita in momenti di altissima prova:
- Ubbidienza alla famiglia: Pur avvertendo fin dall’infanzia la vocazione alla consacrazione, accettò il matrimonio imposto dai genitori per pura condiscendenza e filiale obbedienza.
- Ubbidienza nella vita religiosa: Durante la permanenza nel Monastero delle Clarisse di Messina, di fronte alle incomprensioni e ai severi rimproveri della Badessa, non si giustificò mai; si metteva in ginocchio e rispondeva con serenità: «Ha ragione! Ho peccato assai, devo ancora convertirmi». Quando le venne tolto l’abito da monaca, baciò umilmente la mano alla Superiora e accettò la decisione in silenzio.
- Ubbidienza alle autorità ecclesiastiche e mediche: Sottoposta a rigidi ed invasivi controlli medici sulle stimmate (con isolamento e sigilli di cera sulle ferite), si mostrò sempre docile e pronta a fare tutto ciò che le veniva richiesto.
- Ubbidienza persino durante l’estasi: I testimoni d’epoca ricordano che, mentre si trovava rapita in stato estatico, bastava che il suo confessore o la superiora le ordinassero per ubbidienza di svegliarsi perché ella ritornasse immediatamente ai sensi.
Per Suor Chiara, ubbidire significava compiere in tutto la volontà di Dio, trasformando le contrarietà e i sacrifici in un’offerta d’amore.