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I detti di Suor Chiara - Gesù ti ama ...

Alla sorella Virginia
«Gesù ti ama; perché se ti tiene in croce, è un bel segno d’amore infinito».
Questa straordinaria espressione di Suor Chiara Di Mauro racchiude una delle vette più alte della sua teologia della croce.
 
Il contesto storico e la destinataria
La frase è tratta da una lettera autografa che Suor Chiara scrisse il 23 aprile 1929 a sua sorella Virginia Di Mauro.
Virginia non era solo una sorella di sangue, ma la sua prima confidente e compagna di vita spirituale (fu lei a prendersi cura del piccolo Alfredo quando Adelaide dovette seguire la chiamata religiosa). Trovandosi Virginia in un momento di prova e di sofferenza interiore, Suor Chiara le scrive per confortarla, ribaltando radicalmente la logica umana con cui solitamente guardiamo al dolore.
 
La Croce come segno di predilezione e non di abbandono.

 La mentalità umana tende ad associare la sofferenza al castigo, alla sfortuna o alla distanza di Dio. Suor Chiara sovverte questa prospettiva: se Gesù ti chiede di portare una croce, non è perché si è dimenticato di te, ma perché si fida di te. La croce è il segno che Cristo ti sta associando intimamente al Suo stesso destino di salvezza.

La misura dell’«Amore infinito»

 Sulla linea dei grandi mistici (come Santa Teresa d’Avila e San Giovanni della Croce), Suor Chiara ricorda che Gesù dona i Suoi beni terrene a tutti, ma riserva la Sua Croce ai Suoi amici più intimi. Rimanere “in croce” con Gesù significa essere considerati capaci di amare come Lui ha amato, fino al dono totale di sé.

Il conforto della presenza

 L’espressione “se ti tiene in croce” suggerisce un’immagine di vicinanza strettissima: Gesù non ci guarda da lontano mentre soffriamo, ma ci tiene abbracciati a Sé sulla Croce, condividendo ogni nostro palpito di dolore e trasformandolo in grazia.

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