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Invocazione estatica - Il dono di sè

Anime io cerco
«Anime!… anime!… anime ti cerco, o mio Diletto!… Oh, mio Amore, anime chiedo al tuo Cuore; anime ti cerco, o mio Diletto!… Ecco la mia vita, ecco il sangue mio: lo verserò tutto per amore delle anime!…»


Inquadramento e Significato Spirituale

La “sete di anime” e il dono di sé
Questa invocazione rappresenta il vertice della sua vocazione di anima vittima. Nelle sue estasi, Suor Chiara non chiede mai a Dio sollievo dalle proprie sofferenze o favori materiali; la sua unica e incessante preghiera è la salvezza dei peccatori.
La moneta d’amore («Ecco la mia vita, ecco il sangue mio»)
Suor Chiara offre a Cristo tutta la propria esistenza e le sue sofferenze fisiche (le stimmate e i dolori della Passione) come “moneta di riscatto” per ricondurre i cuori lontani all’Amore divino. In un’altra estasi del periodo dirà con la stessa forza: «Sì, aprirò tutto il cielo e dietro a me e al padre verranno una moltitudine di anime!».

Il dialogo d’amore con il “Diletto”: L’invocazione non è una formula fredda, ma un colloquio intimo e appassionato con Gesù. Chiamando Cristo “mio Diletto” e “mio Amore”, Suor Chiara dimostra che la cura per la salvezza del prossimo nasce direttamente dall’unione mistica con il Cuore di Gesù

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