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Invocazione al SS. Crocifisso

Invocazione al SS. Crocifisso
Pronunciata durante l’estasi dell’8 maggio 1931, questa invocazione è una delle espressioni più poetiche, commoventi e mistiche di tutta l’esperienza interiore di Suor Chiara Di Mauro.

📜 Il contesto storico e la dimensione mistica
Nel maggio del 1931 Suor Chiara si trovava a Siracusa, in un periodo segnato da un’intensa partecipazione interiore e fisica alla Passione di Cristo. Durante le sue estasi, le persone presenti e i suoi confessori annotavano fedelmente le parole che la suora pronunziava nei suoi colloqui d’amore con il Signore.
In questa preghiera non troviamo soltanto la devozione verso il Crocifisso, ma una vera e propria riattualizzazione mistica dell’episodio evangelico della peccatrice perdonata (Maria di Betania / la Maddalena), integrata con la sensibilità di un’anima consacrata.


Approfondimento Teologico e Simbolico

Le lacrime che lavano («con le mie lacrime lavo i tuoi santi piedi»): Nella tradizione mistica e nelle fonti su Suor Chiara, il pianto non è segno di debolezza, ma una forma altissima di preghiera. Le sue lacrime, sparse spesso in contemplazione davanti al Tabernacolo e al Crocifisso, divengono acqua di purificazione, di compassione e di riparazione per le ingratitudini del mondo.

Il dono del cuore al posto dei capelli («non avendo capelli per asciugarli, li asciugo col mio cuore!»): È il passaggio più originale e lirico dell’invocazione. Nel Vangelo di Luca, la donna lava i piedi di Gesù con le sue lacrime e li asciuga con i suoi lunghi capelli. Suor Chiara, avendo indossato il velo e l’abito religioso (e custodendo sempre la propria testa nella modesta cuffietta, non ricorre a un ornamento esteriore come i capelli, ma offre l’organo stesso della vita e dell’amore: il proprio cuore.

Il bacio riparatore alle piaghe («asciugo tutto il sangue delle tue piaghe»): Mentre il mondo spesso fugge di fronte al dolore e alle ferite di Cristo e dei sofferenti, Suor Chiara vi accosta le labbra e il cuore. Baciare e asciugare il sangue delle piaghe significa prendersi cura delle sofferenze del Signore, offrendo la propria vita in riparazione dei peccati e per la salvezza dei fratelli.

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