Invocazione al SS. Crocifisso
📜 Il contesto storico e la dimensione mistica
Approfondimento Teologico e Simbolico
Le lacrime che lavano («con le mie lacrime lavo i tuoi santi piedi»): Nella tradizione mistica e nelle fonti su Suor Chiara, il pianto non è segno di debolezza, ma una forma altissima di preghiera. Le sue lacrime, sparse spesso in contemplazione davanti al Tabernacolo e al Crocifisso, divengono acqua di purificazione, di compassione e di riparazione per le ingratitudini del mondo.
Il dono del cuore al posto dei capelli («non avendo capelli per asciugarli, li asciugo col mio cuore!»): È il passaggio più originale e lirico dell’invocazione. Nel Vangelo di Luca, la donna lava i piedi di Gesù con le sue lacrime e li asciuga con i suoi lunghi capelli. Suor Chiara, avendo indossato il velo e l’abito religioso (e custodendo sempre la propria testa nella modesta cuffietta, non ricorre a un ornamento esteriore come i capelli, ma offre l’organo stesso della vita e dell’amore: il proprio cuore.
Il bacio riparatore alle piaghe («asciugo tutto il sangue delle tue piaghe»): Mentre il mondo spesso fugge di fronte al dolore e alle ferite di Cristo e dei sofferenti, Suor Chiara vi accosta le labbra e il cuore. Baciare e asciugare il sangue delle piaghe significa prendersi cura delle sofferenze del Signore, offrendo la propria vita in riparazione dei peccati e per la salvezza dei fratelli.