Le manifestazioni mistiche
La vita di suor Chiara è indissolubilmente connessa alle manifestazioni mistiche che l’accompagnarono tutta la sua esistenza. Suor Chiara ricevette da Gesù diversi carismi; le estasi, le stimmate, il dono della profezia, sono solo alcuni esempi, peraltro spesso frequenti nella vita dei santi. Poco comune è, invece, l’esperienza della “comunione mistica”: la Serva di Dio il giovedì e il venerdì viveva la Passione di Gesù, andava in estasi, le piaghe nelle mani nei piedi nel costato e nella fronte cominciavano ad aprirsi dando abbondante sangue e a mezzanotte riceveva la comunione da “mani invisibili”. Questi prodigiosi eventi avvenivano spesso alla presenza di più persone che si tramutavano così da semplici spettatori a testimoni inopinabili delle manifestazioni di Gesù in lei
Qualche precisazione sul concetto di esperienza mistica
Il termine “mistica”, già usato in antico, deriva dal greco mysticos e viene tradotto con “nascosto” o “velato”. Il termine “misticismo” ha un accezione più ampia e, a volte, può assumere anche valenza negativa intendendo, con esso, un fenomeno patologico che non ha nulla in comune con l’esperienza autenticamente soprannaturale, che porta ad una profonda relazione col divino. In ambito cristiano il vocabolo evidenzia l’incontro della creatura col Creatore attraverso Cristo nello Spirito e viene usato, quindi, per indicare una relazione preferenziale con Dio che trascende le comuni esperienze. Le manifestazioni mistiche riguardano il campo del soprannaturale e si basano essenzialmente sulla capacità di obbedienza del credente che si pone sotto l’azione dello Spirito Santo e permettono a Dio di agire per l’edificazione della Chiesa e per la salvezza degli uomini. I fenomeni mistici sono quindi doni straordinari elargiti da Dio a persone elette che sono in grado di assumersi questi gravosi incarichi. Pur nella varietà dei casi sono tratti comuni dell’esperienza mistica la vita di penitenza, le estasi, le visioni, le stimmate. Suor Chiara ha sperimentato questi doni straordinari accogliendoli con ubbidienza e riconducendoli sempre a Dio.