Le Guarigioni del Corpo e dello Spirito
I prodigi in vita, l'olio benedetto dalla Vergine, le grazie ottenute con la Novena e il dono supremo della conversione del cuore.
1. Le Guarigioni in Vita e la Forza dell'Olio Benedetto
Durante la sua esistenza terrena, Suor Chiara Di Mauro fu strumento costante della consolazione di Dio per un'infinità di malati, indigenti e sofferenti che accorrevano a lei da Siracusa e da tutta la Sicilia [2, 6, 13]. La Serva di Dio operava guarigioni con umiltà disarmante, rifiutando ogni forma di esaltazione personale e ricollegando sempre ogni prodigio alla misericordia del Signore [5, 14].
Nel periodo in cui risiedette presso il Villino Gattuso (marzo 1931 - giugno 1932), Suor Chiara fece allestire accanto alla sua stanzetta un piccolo altare con un Crocifisso dinanzi al quale ardeva sempre una lampada d'olio [5, 6]. La religiosa confidò a padre Uccello che quell'olio era stato benedetto una volta per sempre dalla Vergine Maria con virtù taumaturgica [6, 15].
«Mamma mia, benedici quest'olio affinché chiunque se ne unga con fede riceva sollievo e guarigione nel corpo e nello spirito» — Invocazione di Suor Chiara dinanzi al Crocifisso della lampada
Tantissimi infermi — come la signora Concettina Gibilisco, affetta da gravissima appendicite acute, o il canonico Gesualdo Dato, affetto da grave e dolorosa patologia alla vescica e guarito improvvisamente la notte del 12 luglio 1932 — ricevettero la salute del corpo dopo l'unzione con quest'olio o a seguito di un semplice segno di croce tracciato da Suor Chiara per obbedienza [6, 15-17].
2. L'Amore per i Bambini e la Potenza della Novena
Suor Chiara nutrì una tenerezza vivissima verso i bambini e le madri provate dal dolore [7, 18]. Tra le guarigioni più eclatanti e ampiamente documentate dalle perizie mediche d'archivio vi fu quella del piccolo Francesco Zappulla [3, 9, 19].
Colpito a soli sei mesi da una gravissima forma di paralisi infantile, il bambino era stato dichiarato totalmente inguaribile da tutti i luminari interpellati [9, 20]. All'età di tre anni, la madre Giuseppina Caraffa decise di iniziare con fede incrollabile la Novena al SS. Crocifisso composta per intercessione di Suor Chiara [9, 20, 21]:
«Eccomi al nono giorno, fra palpiti e pianto... con tanto sentimento e fede, presi il mio bambino, lo sedetti a terra e dissi: “Guardami che io prego Iddio e Suor Chiara per te”. Sono già all’ultimo Pater ed Ave, recito il Gloria Padre... e il mio caro bambino, quasi spinto da una molla, si alzò e si mise a camminare. Io fuori di me per la gioia mandai un grido e mi gettai ai piedi del nostro buon Gesù». — Testimonianza giurata di Giuseppina Caraffa Zappulla (confermata dal medico Dott. Delitala)
Analoga grazia toccò alla signora Nannina Grasso, madre di otto figli, colpita da completa cecità e ritornata improvvisamente alla vista il 16 novembre 1933 dopo l'apparizione in sogno di Suor Chiara [3, 8, 22], e alla signora Sebastiana Lombardo, che dopo undici anni di sterilità e sentenze mediche sfavorevoli ricevette la gioia della maternità proprio come predetto dalla religiosa [7, 23-25].
3. Il Prodigio Post-Mortem e la Foto Insanguinata a Modica (1946)
L'azione d'intercessione di Suor Chiara non si interruppe con la sua morte nel settembre del 1932, ma continuò a manifestarsi attraverso reliquie, panni insanguinati e immagini della Serva di Dio [3, 5, 19, 21, 26].
«Il 26 gennaio 1946 a Modica, in casa del can. Michele Minardo, la sorella Giovanna giaceva morente per tifo. La domestica Carmela Aprile andò a riaccendere la lampada dinanzi alla fotografia di Suor Chiara (scattata alla salma) e s'accorse con sacro terrore che l'immagine dava sangue vivo dalla mano, bagnando il libro di devozione sottostante e spandendo nelle stanze un profumo Soave di paradiso. L'inferma fu instantaneamente e perfettamente guarita». — Dalla relazione del Can. Michele Minardo e del Vicario Can. Giuseppe Cavallo
I reperti di quell'evento — il cotone e il libriccino di preghiere intrisi di sangue e tuttora profumati — furono portati all'Arcivescovo e conservati nell'archivio della causa canonica [27, 28]. Nello stesso periodo, in clinica a Siracusa, il dottor Vincenzo Messina verbalizzò la repentina guarigione di un'infermiera con l'articolazione della mano anchilosata da tre anni, avvenuta dopo l'invocazione a Suor Chiara durante il Rosario [29-32].
4. Le Guarigioni dello Spirito e il Ritorno alla Fede
Se le guarigioni del corpo destavano stupore e gratitudine, il miracolo più grande che Dio operava per mezzo di Suor Chiara avveniva nell'intimo delle coscienze [12, 14]. Come scrisse il giornalista Giuseppe Magrì nell'imminenza della scomparsa della suora: «Coloro che accorrono a lei ne traggono gran luce spirituale e dolci balsami per le ferite del cuore» [33].
La vista di Suor Chiara in preghiera nella grotta o sul letto di dolore smantellava le resistenze degli scettici [12, 34]. Un anziano ateo del luogo, vedendola assorta nella caverna tra le asperità, scoppiò in pianto dirottamente dicendo: «È impossibile che Dio non esista, se arriva ad inspirare tanta fede e tanto amore in un'anima!» [12, 34].
«Mio fratello Baldassarre pareva impossibile che si convertisse: aveva più di 60 anni ed era sempre vissuto lontano da Dio. Un mese prima di morire, Suor Chiara mi promise che avrebbe pregato per lui. Nell'ottava del Corpus Domini, mio fratello ha fatto la sua confessione spontanea e la prima Comunione. Un vero miracolo morale!» — Testimonianza di Giulia Rispoli (Siracusa)
Suor Chiara accoglieva chiunque con volto lieto e a mani giunte; a chi cercava di ringraziarla o baciarle le mani, ella la ritraeva subito e porgeva il Crocifisso [12, 14], ricordando che la vera santità e la vera gioia risiedono nell'accettare la volontà di Dio e nel fare della propria vita un dono d'amore per i fratelli [35-37].
Approfondimento ...
Sono tante le guarigioni avvenute per intercessione di suor Chiara che spesso interveniva su sollecitazione del suo direttore spirituale, p. Uccello...
Dopo la morte di suor Chiara si verificarono molte guarigioni prodigiose. Verranno riferite solo alcune di queste grazie ottenute per sua intercessione presso Dio
Il prodigio più grande Suor Chiara lo attuava soprattutto nel cuore delle persone che ne ottenevano una conversione dell’anima o un rafforzamento nella fede