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Il monastero a Siracusa

monastero delle Carmelitane a Siracusa
estasi

Nel percorso di vita e di fede di suor Chiara sempre più forte si fece l’esigenza di radunare una comunità nel nome di santa Chiara d’Assisi, discepola come lei di san Francesco, e che tale comunità avesse un luogo stabile, una casa ove risiedere per le pratiche e le esigenze del culto. Così ipotizzò la fondazione a Siracusa di un monastero che potesse accogliere la nascente comunità, tanto più che a tale impresa era sollecitata dalle visioni mistiche di Gesù e della Madonna. Mons. Cannarella, a tal proposito, affermò: «Il suo pensiero dominante era quello di far sorgere in Siracusa un monastero di grande osservanza e di anime vittime del S. Cuore di Gesù – come era lei – per riparare i peccati degli uomini e in modo particolare quelli dei sacerdoti e delle comunità rilassate». Nel carteggio raccolto da p. Samuele Cultrera è possibile riscontrare la sincera ansia di suor Chiara nel voler realizzare questo progetto; in uno dei volumi è custodita parte della corrispondenza che la suora intrattenne col suo direttore spirituale e da cui è possibile dedurre come la raccolta di fondi per l’erezione del monastero impegnò attivamente la religiosa e coinvolse diverse persone.

Al ritorno da Messina suor Chiara si adoperò su due fronti: ricercare le somme necessarie all’edificazione e ottenere il consenso delle autorità religiose; ma, nonostante il marchese Gargallo avesse donato il terreno in contrada Grottasanta facendosi anche carico di pagare l’atto notarile, l’arcivescovo Giacomo Carabelli si oppose fermamente alla costruzione forte del fatto che l’esclusione di suor Chiara dal monastero delle Clarisse avvalorava il suo pregiudizio. Stessa avversione nei confronti della suora la mostrò mons. Giovanni Musumeci, nominato vicario generale a Siracusa nel 1930; egli, già promotore per la fondazione di parrocchie nella diocesi di Acireale prima, e di Siracusa poi, fece pressioni ed ottenne che il terreno fosse destinato alla costruzione di una chiesa parrocchiale. Il marchese Gargallo si rese ben presto conto che non si era adempiuto il voto fatto a suor Chiara ed offrì un altro lotto di terreno ma, purtroppo, in un altro punto della città non agevole per la costruzione del convento. Si cominciò allora a cercare un altro appezzamento ma, anche quando il 10 dicembre 1931 avvenne l’acquisto in località Grottasanta, l’arcivescovo rimase fermo nella sua convinzione e, pur trattandosi di una proprietà privata, tentò di far sospendere i lavori della costruzione, ancora di tre sole stanze da adibire ad abitazione per la suora. Nonostante gli sforzi profusi, la nascita del monastero a Siracusa rimase per suor Chiara un sogno irrealizzato. Tuttavia Gesù le fece una rivelazione particolare: sarebbe comunque sorto a Siracusa un convento sormontato da una grande croce di ferro. Come aveva predetto la religiosa, il 19 ottobre 1947, nei pressi di via Acradina, fu posta la prima pietra per la costruzione del monastero delle Carmelitane Scalze e, il 22 aprile 1950, vi fu l’inaugurazione con una solenne processione del SS. Sacramento dalla chiesa dei Cappuccini al monastero

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